L’archivio Vasari

L’archivio Vasari, a cui appartengono le carte esposte nella mostra, è conservato nella casa di Giorgio Vasari ad Arezzo, acquistata dallo Stato italiano nel 1911 in occasione del IV centenario della nascita dell’artista e trasformata in Casa Museo Vasari.

Le complesse e travagliate vicende della trasmissione di queste carte iniziarono nel 1687, allorché, dopo la morte di Francesco Maria, ultimo discendente della famiglia Vasari, esse vennero comprese nell’archivio di uno degli esecutori testamentari, Bonsignore Spinelli. I preziosi manoscritti rimasero nell’archivio Spinelli (poi Rasponi Spinelli) fino al 1921, quando venne concordato con la proprietà di depositarli presso la Casa Museo di Arezzo, così da riunirli al resto delle memorie vasariane.

L’archivio Vasari è tutt’ora di proprietà privata e appartiene ai fratelli Festari, in quanto eredi Rasponi Spinelli. Esso è stato dichiarato di notevole interesse storico fin dai primi decenni del Novecento e nel 1994 è stato riconosciuto il suo intrinseco legame con la casa aretina dell’artista, a cui è stato vincolato con un decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

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