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Finalmente Don Rodrigo Famiglietti se ne va a casa…

Firenze, 1 agosto 2019 – A 67 anni il Dottor Gino Famiglietti lascia la Direzione Generale Archeologica e se ne va in pensione.

Apprendiamo, da più fonti editoriali, che il “Caro Amico” dottor Gino Famiglietti, dopo aver firmato l’ultimo atto ministeriale contro l’azienda McDonald’s, all’insegna della tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico italiano, e dopo aver militato per lunghi anni presso il Ministero dei Beni Culturali, incessantemente, con grande zelo ed intraprendenza, oggi finalmente, all’età di 67 anni da poco compiuti, ha raggiunto un nuovo traguardo, forse il più agognato ed ambito da tutto il popolo italiano: la pensione.

Il dottor Gino Famiglietti, è a noi purtroppo tristemente noto, solamente per gli abusi e per le molteplici diffamazioni commesse nei nostri confronti.

Siamo consapevoli però di essere oggi in buona compagnia, in quanto da più fronti si alzano contro di lui e contro le proprie “bravate”, cori di disappunto, esplicita protesta, nonché querele di vario genere.

Del resto la sua specialità è sempre stata quella di estorcere, saccheggiare e calunniare chiunque entrasse nel mirino dei propri traffici e conflitti di interesse, al fine di conferire credibilità e legittimità alle proprie barbarie e smancerie.

Non possiamo non ricordare le sue forti ed inequivocabili tesi accusatorie nei confronti di nostro padre, il Conte Giovanni Festari, reo secondo il Famiglietti, di aver venduto gli Archivi di famiglia (Rasponi – Spinelli e 3 Filze dell’Archivio Vasari), all’Università di Yale.

E non possiamo nemmeno dimenticare il suo procedimento di Esproprio per Pubblica Utilità, avviato nei nostri confronti con procedura di massima urgenza, attuato esplicitamente al fine di soffocare il progetto di valorizzazione delle Carte Vasari, da noi pubblicamente intrapreso, strappando alla nostra famiglia un patrimonio documentale di inestimabile valore, sulla base di false accuse, motivazioni e valutazioni.

Tale “provvedimento inquisitorio”, di assoluta violenza, falsità e gravità, ci è stato da lui infierito a fronte della tesi totalmente infondata e puerile, di voler nascondere ed occultare tale patrimonio culturale a fini speculativi e farne accrescere il valore economico.

Paradossalmente, proprio come volevasi dimostrare a conferma della sua esplicita mala fede, dall’avvio del procedimento di esproprio ad oggi, nonostante siano trascorsi oltre due anni, l’Archivio Vasari è sempre “tumulato” dentro la cassaforte di Casa Museo Vasari ad Arezzo, e nessun evento, nessuna mostra, nessuna iniziativa per la sua diffusione e valorizzazione è finora stata intrapresa, né dalla Direzione Generale degli Archivi, né dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana.

Gino Famiglietti è sempre stato un vero e proprio equilibrista, abile nel compiere razzie, trincerarsi velocemente dietro paraventi di vario genere, ed ora infine in procinto di lasciare il timone della nave a qualche “sgherro” di propria fiducia, ovvero, “affibbiare il cerino” delle proprie responsabilità e scorribande, a qualche provvidenziale parafulmine.

Chi intanto paga in questi casi, ed ora anche la sua pensione, come del resto finora lo stipendio, “io lo stipendio lo prendo tutti i mesi”, alla fine è sempre lo stesso: il Signor “Pantalone”, il popolo italiano.

Non permetteremo quindi che il dottor Gino Famiglietti se la cavi così facilmente!

Troppe sono le questioni ancora aperte e talmente gravi, per le quali il caro Gino Famiglietti sarà chiamato a dare risposta, accollandosi in pieno e personalmente le proprie responsabilità, civili, amministrative, pecuniarie e penali.

Conti Festari Rasponi Spinelli